Come Eri da bambino?

La nostra infanzia lascia un’impronta su ciò che saremo da adulti. Questo non significa che non possiamo cambiare, ma non possiamo ignorare ciò che siamo stati.

Nei miei percorsi non si lavora sulla narrazione passata come in psicoterapia. Il mio focus è comprendere se le sensazioni corporee che emergono siano risposte fisiche legate al nostro bambino interiore.

Per chiarire quanto appena detto, farò riferimento agli studi e alle parole di Thich Nhat Hanh nel suo libro Fare pace con se stessi, che consiglio di leggere a chi si avvicina per la prima volta alla consapevolezza.

Siamo gli unici esseri viventi che, dopo la nascita, hanno bisogno di cure continue e prolungate. Non possiamo avere piena padronanza della nostra vita, perché dipendiamo dagli altri. Nasciamo quindi con un bisogno fondamentale di aiuto per sopravvivere.

Le esperienze che viviamo possono soddisfare i nostri bisogni, e in quel caso possiamo dire che non abbiamo sofferto. Tuttavia, è molto difficile che non ci sia almeno un episodio che abbia generato in noi un senso di angoscia o dolore. Non avendo ancora sviluppato completamente le capacità della neocorteccia, quelle legate al pensiero logico, non siamo in grado di dare un senso razionale a queste esperienze. Si attivano invece risposte istintive di sopravvivenza – attacco/fuga o dissociazione – che cercano di proteggerci.

Chi non è mai stato sgridato da bambino per qualche marachella? Alcuni bambini, essendo più sensibili, hanno vissuto la sgridata dei genitori come una sofferenza. Può quindi accadere che, da adulti, quando qualcuno ci rimprovera (datore di lavoro, insegnante), ci sentiamo come quel bambino, dimenticando che oggi siamo adulti e possiamo accettare le critiche e spiegare perché abbiamo agito in un certo modo.

La reazione istintiva di oggi può sembrare una “finzione”: molte sensazioni, parole o esperienze nel momento presente possono riportarci a quel ricordo doloroso.

Cosa possiamo fare oggi? Thich Nhat Hanh sottolinea quanto sia importante la meditazione. Attraverso meditazioni guidate possiamo comprendere e accogliere quella sofferenza. Riconoscere e abbracciare ciò che emerge ci permette di dirci: “Mi succede questo perché sto entrando in contatto con quella esperienza passata”. Questo significa imparare la presenza mentale.

Come sempre, proporrò un esercizio: questa volta si tratta di una vera e propria meditazione guidata.